Mese: gennaio 2015

Non solo Briciole!

Pensa ad un rettangolo in prospettiva. Aggiungi sotto e di fianco altri tre piccoli rettangoli ed avrai una scatola. Sostituisci i rettangoli centrali con dei fogli e il rettangolo superiore con una copertina ed ecco che la tua scatola è diventata un libro. E, così come la scatola, anche il libro ha dei limiti fisici. Non puoi aggiungere altre pagine, non puoi cambiare le parole stampate né chiedere al libro di parlare. Forse è questo il motivo per cui tanti personaggi, troppo grandi per rimanere incastrati fra le pagine, vanno a spasso invadendo modi di dire, film ed esempi di tutti i giorni. Questa sezione delle Briciole è dedicata proprio a quei personaggi, per capire come sono nati e cosa sono diventati nella loro vita “extraletteraria”.

Jeeves l’ingegnoso

«Jeeves, chi era quel tale che guardava qualche cosa, e questo gli ricordava un altro tale che guardava qualche cosa d’altro? Ho imparato quel passo a scuola ma non me lo ricordo più

«Suppongo che il personaggio che lei ha in mente, signore, sia il poeta Keats il quale paragonava le sue emozioni quando aveva letto la versione di Omero redatta da Chapman con quelle del vigoroso Cortés quando con i suoi occhi d’aquila contemplò per la prima volta l’Oceano Pacifico

kinopoisk.ru     Fra amici può capitare che, fra una battuta e uno scherzo, si parli anche di arte, letteratura o cinema. Capita anche che uno dei due amici sia più ferrato sull’argomento in discussione, o che casualmente sappia un po’ più dell’amico. Capita però un po’ meno spesso che uno dei due chiami l’altro signore. O che si rivolga all’amico dandogli del lei.

Lo scambio di battute appena visto si svolge fra Bertie Wooster e Jeeves, fra i quali c’è sicuramente una grande intesa e profondo rispetto, ma anche un solido contratto di lavoro. Jeeves è infatti il maggiordomo di Bertie, o meglio il suo “valletto”. E in quanto valletto ricopre occasionalmente diversi ruoli: tuttofare, enciclopedia ambulante, barman, diplomatico e coscienza vivente. E Bertie, giovane aristocratico indolente, sfrutta al meglio tutte le capacità del versatile Jeeves.

Ingredienti

Cosa rende unico Jeeves?
Sicuramente il suo tempismo: riesce a risolvere ogni possibile guaio esattamente prima che diventi una catastrofe senza scomporsi minimamente (qualità prettamente vittoriana). Inoltre la sua discrezione e agilità sono leggendarie. Jeeves non entra dalle porte come i comuni mortali, ma emerge dal tappeto o, semplicemente, appare. E cosa dire poi della sua sconfinata cultura? Ogni citazione contiene rimandi scespiriani, riferimenti letterari e artistici che difficilmente vengono colti dal giovane Bertie. Il suo linguaggio è impeccabile, mai esagerato e volgare. Parla come un vero gentleman, non c’è che dire. La sua passione, oltre a tirar fuori Bertie dai più improbabili pasticci, è partecipare alle sedute del Club del Giovane Ganimede, circolo per valletti e maggiordomi dove ognuno dei membri deve tenere un portfolio dedicato alle imprese dei datori di lavoro. Jeeves è molto orgoglioso del suo fascicolo Wooster, che conta ben undici pagine.

Varianti succulente

Quando P. G. Wodehouse ha creato Jeeves aveva in mente il prototipo del maggiordomo perfetto, ma certo non si aspettava che Jeeves sarebbe diventato “la soluzione ad ogni problema” per antonomasia. Hai un dubbio? Il motore di ricerca Ask Jeeves lo risolverà. Il tuo equipaggiamento su World of Warcraft ha bisogno di essere riparato? Rivolgiti al robottino tuttofare Jeeves.
Ma qual è il volto più famoso di Jeeves? Sicuramente quello di Stephen Fry, che interpreta il valletto nella serie tv inglese Jeeves and Wooster, insieme a Hugh Laurie nel ruolo di Bertie.

Volete conoscere Jeeves un po’ meglio? Ecco quali titoli cercare:

Per ogni dubbio, ask Jeeves!

 

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L’eleganza del riccio

Madame Michel ha l’eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.

ledr  Il sogno segreto di un vero bibliofilo è poter diventare invisibile. Basterebbe schioccare le dita e…toc! Sparito, dissolto nel nulla. In questo modo tutto il tempo dedicato al “dovere” diventerebbe tempo dedicato al piacere di leggere. L’idea è un po’ preoccupante, ma il vero bibliomane (siamo passati da amore a pazzia) darebbe tutto per avere questo superpotere. C’è però chi, senza ricorrere a mutazioni genetiche o incontri di terzo tipo, è riuscito a rendersi molto, molto discreto…

Rue de Grenelle, 7. Parigi. Renée Michel è la portinaia di un lussuoso palazzo abitato da Ministri, Consoli e facoltosi Affaristi francesi. Madame Michel è una donna semplice ed ordinaria: lavora sodo, ha uno scialbo gatto grigio e passa il tempo davanti alla televisione appena finisce di lavorare. Paloma Josse ha invece 12 anni, è figlia di un ministro e per il giorno del suo tredicesimo compleanno ha intenzione di buttar giù una tale dose di sonniferi da poter dormire molto, molto a lungo. Ma cosa hanno in comune queste due donne, in apparenza così diverse? Entrambe hanno scelto la clandestinità come tattica di sopravvivenza. Sia Renèe che Paloma sono infatti terribilmente intelligenti e assetate di conoscenza, tanto da rendersi conto che il mondo che le circonda non accetterebbe positivamente questa loro qualità. Per continuare allora a vivere tranquillamente hanno deciso di indossare la maschera della portinaia ottusa e dell’adolescente apatica. Solo l’arrivo di Monsieur Ozu, il nuovo inquilino di rue de Grenelle, potrà svelare l’identità delle due donne, regalando loro la fiducia nella vita della quale il mondo le aveva private finora.

Perchè leggerlo?

Ho letto “L’eleganza del riccio” quest’estate, dopo aver letto il primo capitolo quasi cinque anni fa. Mi ha sempre affascinato l’idea di poter costruire un mio mondo umile e separato dal flusso della vita, purché mi si lasciasse coltivare le mie passioni. E non sto parlando di una “Torre d’avorio”, isolata e comunque prestigiosa, ma di una vera e propria vita in sordina. Letture in clandestina libertà.

Questa fantasia, che certo denota una passione per la letteratura d’evasione, trovava il suo compimento nel libro. Il mondo di Madame Michel è immenso e comunque protetto da una solida guardiola. Dalla conoscenza, Renèe riesce a trarre tutta la gioia che il mondo ipocrita non le dà, a patto però di una costante vigilanza e autocensura.

Dall’altro lato la piccola Paloma soffre ancora di più per l’uso che i suoi genitori e i suoi coetanei fanno della cultura. Il suo sguardo disincantato sulla realtà non le permette di credere in un futuro roseo per sé e per gli altri, che le sembrano pesci confusi in un grande acquario deprimente. Vede le loro potenzialità sprecate in una continua recita superficiale della quale lei non riesce, e non vuole, fare parte.

Ma “gli altri” sono davvero così vuoti e crudeli come Paloma e Renèe pensano? Si riduce davvero tutto a questa estrema solitudine disincantata? Uscire dal guscio e abbassare un po’ la guardia può portare delle piacevoli sorprese, ma c’è bisogno dell’incontro giusto. Chi è allora il misterioso Monsieur Ozu? Che ruolo avrà nella vita delle due donne? Non resta che prendere il libro e scoprirlo.

Briciola d’autore

La storia di Paloma e Renèe esiste anche in versione cinematografica, per gli indaffarati interessati. “Il riccio“, diretto da Mona Achache, vede protagonista Josiane Balasko.

(L’eleganza del riccio di Muriel Barbery, E/O, pagg. 384, cartaceo 18,00, e-book 7,49)

 

 

Diana, Cupido e il Commendatore

Mi sono innamorata. Tu non ci crederai, ma è proprio vero. E la conseguenza è che non mi taglierò più i capelli. Sai perché? Anche LUI li ha lunghi!”

Diana, Cupido e il Commendatore Capita che, per ricordare una scena o un dialogo, si tiri fuori dalla libreria un vecchio libro polveroso. Così lo si sfoglia alla ricerca di quel dettaglio preciso, soffermandosi con con una certa accuratezza su alcuni punti piuttosto che su altri. Capita però che, nonostante la ricerca sia stata fruttuosa e veloce, non si riesca a rimettere quel libro a posto. Si sa bene che la pila dei libri sul comodino è già alta, e si sa ancora meglio che non c’è il tempo per ri-leggere, ma il tuo naso rimane lì, incastrato fra le pagine.

Diana, Cupido e il Commendatore è proprio uno di quei libri. Ho perso il conto di quante volte l’ho riletto, ma riesce sempre a rendermi felice, esattamente come quando avevo dodici anni.

Diana, la protagonista, ha solo undici anni quando si trova a dover cambiare città, scuola e amici per andare a vivere nel “castello” del Commendatore, il terribile, avaro e ignorante nonno. I due si ricordano a stento l’uno dell’altro, dato che la mamma di Diana, l’aristocratica Astrid, ha litigato col burbero signore quando lei era soltanto una bambina. Il motivo? Cupido, piccola divinità combinaguai, che si diverte a creare scompiglio nelle vite altrui. Così Diana e Zelia, la sua sorellina, si ritrovano a dover fronteggiare parenti sconosciuti, insegnanti scontrose e terribili ingiustizie. Niente panico però: Prisca, Elisa e Rosalba, le amiche di Ascolta il mio cuore, sono pronte a scendere in campo al fianco delle sorelle Serra.

Perchè leggerlo?

Anche se siete un po’ grandicelli per tuffarvi nel mondo della Pitzorno, non potrete non adorare la vitalità dei suoi personaggi, il modo unico in cui ciascuno di loro affronta le piccole e le grandi sfide della vita. La Pitzorno usa la penna come uno scalpello: lima e definisce i contorni fino a quando ogni personaggio e ogni situazione non diventano memorabili e, allo stesso tempo, familiari. Un discorso a sé meritano poi le grandi e piccole battaglie che attraversano tutto il libro. Che si tratti di un litigio fra madre e figlia o di una guerra di Troia simulata per gioco, tutto diventa una questione di vita o di morte, qualcosa per cui vale la pena sacrificarsi in caso di mancata vittoria. Pensate sia esagerato per una ragazzina di 12 anni? Non vi resta che aprire il libro e scoprirlo. 

Briciola d’autore

I libri di Bianca Pitzorno, compreso Diana, sono illustrati da Quentin Blake, re indiscusso dei disegni a china.

(Diana, Cupido e il Commendatore di Bianca Pitzorno, Mondadori, pagg. 301, cartaceo € 9,00, e-book € 4,99)